Four Seasons Centre, Toronto

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Progetto: Diamond + Schmitt Architects

L’aspetto più interessante del Four Seasons Centre for the Performing Arts a Toronto è la gestione del grande e ben studiato utilizzo del vetro. Sono infatti di particolare impatto le scale in vetro che portano fino al terzo piano, e la sala alta cinque piani in cui gli spettatori dell’opera possono sostare prima e dopo l’esibizione. Sopratutto la notte l’edificio risulta un polo di attrazione grazie alla luce che emette e al fatto che anche dall’esterno è possibile intravedere le attività all’interno. Allo stesso tempo, dall’edificio si ha un’ottima vista della città canadese.

Durante il giorno, l’eccessiva superficie vetrata avrebbe potuto creare problemi di surriscaldamento, per cui è stato progettato uno specifico sistema di schermatura esterno dalla Hunter Douglas Company. Grazie a questo sistema di rivestimento “arrotolabile” e ad un software di controllo che si basa direttamente sulla posizione del sole è possibile gestire ottimamente la luce e il calore fornito dal sole, durante il corso del giorno e dell’anno.

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Hunter Douglas company - Dettagli sistema schermatura

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National Stadium, Beijing

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Progetto: Herzog & De Meuron Architekten, China Architecture Design & Research Group

 Lo stadio nazionale a Beijing è uno dei progetti più importanti in vista delle olimpiadi 2008. Il progetto di Herzog & De Meuron sarà in grado di ospitare fino a 91000 persone e comprende molti elementi della cultura tradizionale cinese, sviluppati da un team di designers locali. I lavori per la costruzione sono inziati nel tardo 2003, nell’agosto dell’anno successivo i lavori sono stati sospesi a causa degli eccessivi costi di realizzazione. E’ stato quindi chiesto ai progettisti di ridurre i costi, e ciò è stato possibile eliminando completamente la copertura prevista. Questa variante, oltre a ridurre la spesa, consente di rendere lo stadio più sicuro dal punto di vista sismico. I lavori sono stati ripresi quindi all’inizio del 2005, e si conta di terminarli per l’inizio del 2008.

 Essendo uno stadio creato per le olimpiadi, in fase di progetto gli architetti hanno dovuto conformarsi a molti standard, sopratutto a quelli relativi alle varie discipline. Inoltre lo stadio ospiterà le para-olimpiadi, il che comporta un’attenzione particolare per gli utenti diversamente abili. Allo stesso tempo però era richiesta una grande flessibilità per riutilizzare al meglio la struttura al termine dei giochi. Infatti in futuro lo stadio sarà in grado di ospitare anche concerti, grazie alla possibilità di ricoprire completamente il manto erboso con una struttura per il palco. Anche gli spazi ausiliari allo stadio sono stati pensati per l’utilizzo post-olimpiadi, infatti sono presenti negozi, conema, palestre e parcheggi all’interno della struttura. La squadra di calcio locale, i Beijing GuoAn football club, usufruiranno dello stadio per le loro partite in casa dalla stagione 2008/09.

I progettisti hanno cercato di ottimizzare la visione dei vari sport da ogni punto dello stadio, cosa non facile in quanto le varie discipline si svolgono il luoghi diversi. Per ottenere i migliori risultati sono stati necessari un incredibile numero di calcoli, basti pensare che variare l’altezza della prima fila di sedute di 10mm avrebbe comportato una variazione nei costi di 10 milioni di euro circa. Ovviamente per raggiungere i migliori risultati sono stati utilizzati software specifici. Per contenere i costi tutti gli elemnti strutturali sono contenuti all’internom cosi che non sono presenti torri o altri elementi che spezzano la forma particolare dell’edificio. Lo stadio è diviso in otto parti, ognuna delle quali è strutturalmente indipendente, in modo tale da aumentare la sicurezza sismica del complesso.

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Lous Vitton Store, New york

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Progetto: Aoki Jun

L’architetto giappone Aoki Jun ha diretto il progetto per la nuova facciata del Louis Vuitton store, nel New York Trust Company building ( edificio in cui ora risiede anche la Warner Brothers). L’edificio originariamente presentava le tipiche decorazioni dell’art decò degli anni ’30. Aoki descrive la facciata contemporanea come una mediazione tra una trasparenza cristallina e una translucenza paragonabile a quella delle nuvole. Questo particolare colore bianco-latte è creato da un sottile strato di ceramica sul lato interno dei vetri, studiato in modo da creare una graduale transizione dall’opacità alla trasparenza.Uun sistema simile è utilizzato nelle automobili, dove il vetro viene colorato di nero. Come mostrano le immagini in basso l’effetto di transizione risalta sia di giorno che la notte.

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Biografia di Aoki Jun

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Litracon, il cemento che trasmette la luce

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Áron Losonczi, architetto ungherese, presenta Litracon, nuovo materiale con molte possibilità di impiego, può infatti essere utilizzato sia per muri interni che esterni, illuminazioni a pavimento o anche in oggetti di design. Tecnicamente questo materiale differisce dal tradizionale cemento per la presenza nella sua composizione di fibre ottiche di vetro, e può essere prodotto in blocchi o pannelli. Migliaia di fibre ottiche formano un reticolo che collega le due facciate opposte del blocco. Le fibre compongono solamente il 4% del volume del materiale, questo fa si che la superficie rimanga molto simile a quella del cemento tradizionale. Le fibre ottiche consentono alla luce di passare da una faccia all’altra, ed essendo poste in modo parallelo la stessa luce (quindi con lo stesso colore) che colpisce la parete da un lato verrà trasmessa in quello opposto, ovviamente creando delle zone d’ombra se si offusca parte della superficie. Una parete in Litracon può raggiungere un larghezza di un paio di metri senza che le sue caratteristiche di trasmissione vengano compromesse. Il materiale può essere utilizzato anche per funzioni strutturali in quanto le fibre ottiche non riducono in modo significativo la sua resistenza. Inoltre il materiale può essere prodotto anche in modo da favorire l’isolamento termico.

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 Sito ufficiale:

http://www.litracon.hu

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The Palm Jumeirah

Progetto: Helman Hurley Charvat Peacock (HHCP) 

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The palm, nei pressi di Dubai, è una delle più grandi e spettacolari isole artificiali create dall’uomo. Per realizzare quest’opera così imponente sono stati necesssari 40000mila lavoratori e sono stati spostati 94 milioni di metri cubi di sabbia 7 milioni di tonnellate di rocce. Sono stati creati 78km aggiuntivi di costa, dedicati interamente al turismo di lusso. Infatti tutto il complesso ricettivo è composto a 35 hotel, ovviamente a 5 stelle,  e 60000 appartamente e ville residenziali. Per servire i turisti saranno presenti 5 spiaggie attrezzate, quattro darsene, una monorotaia e centinaia di negozi e servizi commerciali.

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The Palm, è pensato come la naturale conseguenza dello straordinario sviluppo turistico a Dubai, anche e sopratutto per il fatto che la costa degli emirati misurava solamente 72km. La forma della palma è sia simbolica, ha infatti una grande importanza nell’economia e nella vita negli emirati, sia pratica, consente infatti di creare la maggior lunghezza di costa possibile a pari dispendio di energie.

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Oltre a quella di Jumeirah sono state create altre due isole artificiali molto simili, molto simili a questa. Per maggiori informazioni vi rimando al sito ufficiale:

http://www.thepalm.ae/

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Lighthouse Tower, la torre ecologica

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Progetto: Atkins

Ancora una volta è Dubai che ospita uno dei nuovi gioielli dell’architettura contemporanea. Nel centralissimo DIFC District questo nuovo ed ecologico grattacielo sarà alto 400 metri e sarà dedicato completamente a funzioni lavorative. La caratteristica principale di questo edificio è il contenimento delle emissioni di carbonio tramite varie tecniche per la produzione di energia rinnovabile. L’obiettivo dei progettisti è ridurre l’energia consumata al 65% e il consumo d’acqua del 40%. Ciò sarà possibile tramite l’uso dell’energia solare e diversi sistemi per il basso consumo di elettricità e acqua, come le grandi eliche per l’energia eolica e i pannelli fotovoltaici. Anche i materiali sono ecosostenibili. La struttura ovviamente sarà in acciaio e saranno presenti dei giardini interni all’edificio per ridurre l’emissione di anidride carbonica, ovviamente oltre che per dare uno spazio alternativo ai lavoratori. Il design è semplice, composto da linee rette. L’edificio vuole essere simbolicamente un faro. SOno presenti 3 turbine di ben 29 metri che consentono di generare elettricità elettrica e conferiscono un aspetto inconfondibile al grattacielo. Le turbine sono direzionabili per sfruttare al massimo l’energia del vento e nella facciata sono presenti 4000 pennelli fotovoltaici. Questo edifico è un vero e proprio prototipo ti edificio a basse emissione di carbonio, per gli edifici più ecosostenibili di questo genere per il prossimo futuro-

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Maxwell render 1.5

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Maxwell render è uno dei più importanti motori di rendering attualmente disponibili. La caratteristica principale che lo differenzia dai concorrenti è il fatto che sia l’unico in grado di calcolare la luce in modo reale, senza ricorrere a semplificazioni come fanno tutti gli altri software del genere. Questo porta a ottimi risultati per quanto riguarda i rendering, in quanto la luce è il fattore che più influenza il realismo di un’immagine 3d. Il lato negativo sono i tempi, spesso per elaborare un immmagine sono necessarie almeno 10 ore.

Qualche render (clicca per ingrandire)

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Maxwellrender comprende anche un software, maxwell studio, dove è possibile caricare il modello e impostare tutto ciò che concerne il rendering, dai materiali all’illuminazione. Altrimenti tramite i plugin a disposizione è possibile utilizzare tutti i programmi 3d disponibili oggi sul mercato, come per esempio 3d studio o autocad.

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La nextlimit ha creato un database di materiali aperto a tutti su internet all’indirizzo:

http://mxmgallery.maxwellrender.com

E’un ottimo servizio in quanto chiunque può aggiungere i materiali che ha creato, così che ce ne sono a disposizione un gran numero. Un ulteriore fattore che consente di mantere sempre vivo questo database è un concorso mensile che premio i migliori materiali creati ad hoc per quel determinato contest. Per esempio questo mese il contest riguarda tutti i materiali connessi con le automobili. Ovviamente anche questi materiali saranno a disposizione di tutti.

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Ovviamente è possibile raccogliere quì tutte le informazioni e le caratteristiche di questo ottimo software. Quindi per ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale:

http://www.maxwellrender.com ( In inglese)

http://www.maxwellrender.it (In italiano)

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The leafawards 2007

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Vorrei segnalare questo concorso di architettura a cadenza annuale che volge un occhio di riguardo alla bioarchitettura.

 Il Leafawards è aperto a tutte le aziende e agli architetti che contribuiscono in modo attivo allo sviluppo dell’architettura per gli edifici di domani. Quest’anno le premiazioni ci saranno il 22 novembre a Londra e riguarderanno varie categorie:

Premio per il miglior nuovo edifico – ultimato e in fase di design
Premio per il miglior edificio pubblico ultimato e in design
Premio per il miglior design strutturale
Premio internazionale di interior design
Premio per il miglior utilizzo della tecnologia
Premio per il miglior produttore per l’architettura
Premio per l’edificio più sostenibile
Premio per il giovane architetto dell’anno

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Link:

Informazioni sul concorso

Articolo di architettura21 sul Green building a Manchester (vincitore del premio come edificio sostenibile nel 2006)

Muziekgebouw, Piet Hein Pier, Amsterdam, Netherlands

(Vincitore del premio come miglior edificio nel 2006)

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Nou Mestalla, il nuovo stadio di Valencia

Nou Mestalla

Progetto: Arup Sport,  Reid Fenwick Associates

Il nuovo stadio che opiterà le partite della squadra di calcio di Valencia avrà una capacità di 75000 persone e verrà inaugurato nel maggio del2009, in modo che sia pronto per la stagione successiva. Il costo dell’opera verrà sostenuto in gran parte dal club spagnolo, grazie alla vendità di appartamenti che sorgeranno al posto dell’attuale stadio di Valencia (costruito nel 1923).

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L’esterno sarà modellato sulla base della stessa città di Valencia, con ogni area che viene rappresentata da grandi piatre di alluminio perforato e con l’idea del fiume Turia che taglia queste zone. L’aspetto unico dello stadio vuole essere  un simbolo per il club che aspira ad entrare nella elite sportiva mondiale.

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All’interno dello stadio saranno presenti 75 zone di ristoro, compreso un ristorante di 300o m^2 dal quale si avrà un ottima vista sul campo da gioco. Saranno presenti 3100 posti auto presso i servizi pubblici dello struttura, come i negozi, 2600 posti interrati, 330 posti Vip, 130 Vip premium, 30 posti per i giocatori e staff e infine 15 posti per i bus.

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La parte superiore delle tribune conterrà 22000 persone, la parte centrale 18000 e quella più vicina al campo 35000. Lo stadio avrà la possiblità di essere convertito a struttura in grado di ospitare eventi di atletica, smontando parte delle tribune (in 5 giorni).

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Link:

Video presentazione ( Youtube)

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Shigeru Ban

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Japan pavillon, Expo 2000, Hannover – Germania

Ciò che contraddistigue questo architetto giapponese sono le sue opere in cartone e bamboo. E non parliamo di certo di umili capanne, ma veri e propri edifici e  tensostrutture realizzate con questi materiali non convenzionali. I suoi primi progetti di questo genere videro la luce in occasione di un terremo nel 1995 a Kobe. Per dare un alloggio agli sfollati progettò delle piccole case, le cui mura erano costituite da tubi in cartone e le fondamenta in bottiglie di birra riepite di sabbia. In seguito sviluppo molto la tecnica di utilizzo di questi materiali, arrivando a progettare edifici come la chiesa di Takatori e il padiglione per l’esposizione di Hannover del 2000.

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Chiesa di Takatori, Giappone

Una breve biografia dell’architetto:

1957 Nasce a Tokyo
1977-80 Studia alla Southern California Institute of Architecture
1980-82 Cooper Union School of Architecture
1982-83 Lavora per Arata Isozaki, Tokyo, Japan
1984 Cooper Union School of Architecture
1985 Apre uno studio a Tokyo, Japan
1993-95 Diventa professore aggiunto in architettura, Tama Art University
1995-99 Consulente delle nazioni unite per l’alto commissariato dei rifugiati(UNHCR)
1995 Fonda la NGO: VAN (Voluntary Architects Network)
1995-99 Professore di architettura alla Yokohama National University
1996-2000 Professore di architettura alla Nihon University
2000 Professore di architettura alla Columbia University
2000 Studi presso il Donald Keen Center, Columbia University
2001- Professore pressola Keio University

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Miyake Design Studio Gallery, 1994

L’architettura di Shigeru Ban non si ferma comunque al cartone, ma progetta molti edifici con materiali tradizionali, ma che comunque presentano molte particolari innovazioni. La maggior parte di questi progetti sono di tipo residenziale. Un esempio interessante è la Curtin Wall House del 1995, dove le pareti esterne sono sostituite da una tenda, che se aperta consente di avere un’abitazione completamente aperta all’ambiente esterno, come richiesto dai committenti.

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Approfondimento sulla Curtin Wall House

Link:

Shigeru Ban

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