La lezione di Aldo Rossi – Convegno internazionale di studi

 

La facoltà di Architettura “Aldo Rossi” e il dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale organizzano un convegno internazionale in occasione del decennale della scomparsa del celebre architetto Aldo Rossi. Il convegno si svolgerà in tre giornate e in tre luoghi diversi, dal 21 al 23 febbraio, a Bologna, Cesena e Modena.

Lo scopo degli incontri sarà quella di analizzare gli ultimi studi riguardanti l’architetto, sia tramite delle comunicazioni ad invito che  tramite delle brevi  presentazioni selezionate fra gli apporti ricevuti.

Le sedi sono state scelte in base a motivazioni ben precise: Bologna – sede storica dell’Ateneo felsineo; Cesena – dove si colloca la Facoltà di Architettura; Modena – luogo topico del progetto rossiano, data la presenza del Cimitero da lui progettato.

Per maggiori informazioni ecco il link alla pagina del sito dell’università

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9 Responses to La lezione di Aldo Rossi – Convegno internazionale di studi

  1. Renzo marrucci says:

    Vorrei saperne qualche cosa di più se è possibile.
    grazie
    renzo marrucci

  2. Yorel says:

    Il convegno di studi è terminato, comunque su questa pagina:

    http://www.arch.unibo.it/Architettura/Eventi/2008/02/convegnointernazionaledistudicallforpapers.htm

    ci sono molte informazioni.

  3. Renzo marrucci says:

    grazie
    Renzo Marrucci

  4. Renzo marrucci says:

    Da quello che ho capito mi pare un convegno per cattedratici o per studenti tipo…Purtroppo molto lontano da quello che credo una intelligente occasione di riflessione sulla esperienza di Rossi.
    Mi dispiace tutto sommato.

  5. Yorel says:

    Io ho seguito parte del convegno, e credo che ci siano stati degli interventi molto interessanti. Però effettivamente spesso il tutto si trasformava in una lezione un pò astratta e anche un pò ripetitiva, forse comunque questo è una conseguenza del fatto che sia stato un convegno organizzato da una facoltà di architettura, e gli studenti probabilmente erano i principali destinatari. Credo comunque che sia stata un esperieza importante, molto utile nella mia formazione di architetto.

  6. Renzo marrucci says:

    Non è mia intenzione fare polemiche volevo mettere l’accento sul fatto che se poi l’architettura rimane nell’area confinata dei cosid
    detti “addetti” forse si alimentano le già prolematiche condizioni di distacco del rapporto culturale con la società. Penso che ogni architetto bovrebbe dovrebbe imparare a parlare di architettura anche con il droghiere, se capita…Forse è troppo difficile? Meglio rimanere tra pochi? Yorel Lei avrà fatto sicuramente una buona esperienza, non lo metto in bubbio…Ma non le sembra un po troppo ristretto il campo e limitativo? Tutto sommato Rossi è conosciuto solo tra addetti. Ricordo un amministratore di condo
    mini che lo conosceva bene e me ne parlava contento come di una persona affabile e di grande semplicità…Forse bisogna imparare a parlare anche degli architetti senza farne delle olimpi
    che Star…Pensa che sia controproducente?

  7. Yorel says:

    Sicuramente quello che ha detto è molto interessante, e concordo su vari aspetti. Ho notato anche io il divario culturale (in campo architettonico) che si ha tra gli addetti ai lavori e la “gente comune”. Sicuramente il fatto che molti non capiscano la differenza tra villa Savoye e una normale casa di periferia, rende difficile la comunicazione e lo scambio di opinioni serie sull’archittura. Ci si ferma spesso a fattori puramente estetici come giudicare bella o meno una facciata. Detto questo, credo comunque sia doveroso allargare la comunicazione a tutti, magari cercando appunto di utilizzare un linguaggio comune ed esempi un pò meno astratti. Questo deve essere fatto sicuramente quando si parla con i vari committenti o anche con il droghiere di turno appunto; però a mio avviso non è possibile farlo in una conferenza internazionale di studi, dove tutti gli invitati hanno una conoscenza profonda, e coloro che assistono vogliono appunto cogliere anche gli aspetti più profondi e astratti degli argomenti trattati. E’ certo comunque il fatto che non bisogna mitizzare eccessivamente gli architetti ( se non forse i grandi maestri), ma bisogna cogliere ciò che loro hanno studiato e capito per renderlo nostro.

    Questa è la mia personale idea, e le assicuro che non prendo i suoi commenti come polemiche ma come opinioni alternative, anche molto interessanti.

  8. renzo marrucci says:

    Certo, certo! I convegni sono fatti dai cosiddetti esperti e chi ci va desidera attingere da chi ha una conocenza profonda…Come andare alla fonte? Attingere l’acqua pura della fonte e poi berla per togliersi la sete? Ma! Si non è una polemica lo vedo. I convegni sono interessanti quando si ha la fortuna di sentire chi è interessante e con idee e punti di vista interessanti…E sono una buona occasione per guardare in faccia chi parla, soffrire colpi di sonno talvolta insopportabili e cogliere, in qualche momento da sveglio quello che capita magari di interessante. Nulla da eccepire! Personalmente credo che la lezione si esplici
    ti con mezzi antiquati e terribilmente arroccati. Lei crede che siano in molti quelli che non capiscono la differenza tra Villa Savoye e una normale casa di periferia? Sa bisogna cogliere, nelle risposte, quello che viene e non volerle in un certo modo…
    Per poter stabilire un flusso di intesa, di interesse, di vera curiosità e non…di dovere.

  9. è questo Web site availible in inglese?

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